L'apparecchio Aquapol (Fig.
B/4) non usa energia elettrica e pertanto non sviluppa campi elettromagnetici. All'interno l'apparecchio
presenta un dispositivo di antenne riceventi e trasmittenti (vedi Figura A). Non ci sono parti elettriche e il materiale utilizzato non è
deteriorabile. La Terra ha delle vibrazioni (onde) magnetogravitazionali.
Queste vibrazioni naturali vengono captate dall'apparecchio Aquapol a forma di cono (Fig. B/5) attraverso un'antenna ricevente che si trova all'interno dell'apparecchio (Fig. A/1).
All'interno dell'apparecchio inoltre c'è una unità di polarizzazione (Fig. A/2 = polarizzatore) che inverte la direzione
delle vibrazioni (onde) captate dall'antenna ricevente.
Attraverso le antenne trasmittenti (Fig. A/3) l'energia che è stata polarizzata in senso inverso, viene ritrasmessa nell'ambiente per un certo raggio d'azione (Fig. C/6). In aggiunta a questa energia, confluisce nella parte superiore dell'apparecchio energia cosmica libera, così chiamata in Fisica (Fig. C/7). Tutti i muri che si trovano all'interno di questo raggio d'azione (Fig. D) sono interessati al fenomeno della deviazione del flusso dell'acqua presente all'interno del muro verso il sottosuolo. L'umidità tende a salire nel muro per capillarità. Dopo l'installazione di Aquapol queste molecole d'acqua salina scendono (sempre per un effetto fisico che si manifesta solo all'interno del muro) e il muro si prosciuga e si mantiene asciutto.
L'apparecchio viene dimensionato a seconda dell'edificio da prosciugare, poiché il suo raggio d'azione, che attraversa muri e pareti, può raggiungere dai 70 ai 400 mq di superficie piana.
L'energia utilizzata da Aquapol è la stessa energia con la quale convivono tutti gli esseri viventi da quando esiste la terra. La funzione dell'apparecchio è solo quella di invertire la direzione di questa energia senza creare scompensi biologici, bensì un effetto benefico per tutte quelle forme di vita che si trovano sopra le zone geopatogene (ossia zone con elevate radiazioni terrestri, per esempio disturbi causati da falde acquifere, ecc.).