AQUAPOL HA EFFETTI BIOLOGICI POSITIVI
COME VI SENTITE QUANDO VI TROVATE NEI PRESSI DI UNA CASCATA?
GRAZIE ALLA DISPERSIONE DELL'ACQUA, GLI IONI NEGATIVI PRESENTI NELL'ARIA AUMENTANO.
L'INCREMENTO DI IONI NEGATIVI MIGLIORA LA QUALITA' DELL'ARIA
L'ARIA INFATTI DIVENTA:
TEST SCIENTIFICI FATTI PER DETERMINARE LA QUALITA' DI IONI POSITIVI E NEGATIVI PRESENTI NELL'ARIA D'INFLUENZA DEL DISPOSITIVO, HANNO DIMOSTRATO CHE CON AQUAPOL IL NUMERO DI IONI NEGATIVI CAMBIA NEL MODO SEGUENTE:
AQUAPOL HA EFFETTI BIOLOGICI POSITIVI
ATTENUA LE RADIAZIONI TERRESTRI
L'INTESITA' E LE DEL CAMPO TERRESTRE NATURALE E' INFLUENZATO DA CORSI D'ACQUA SOTTERRANEI E ALTRI FATTORI.
UN CORSO D'ACQUA SOTTERRANEO AGISCE COME LENTE D'INGRANDIMENTO DEL CAMPO TERRESTRE NATURALE AUMENTANDONE L'INTENSITA'.
A SEGUITO DI CI0' LA SUA FREQUENZA RISULTA ESSERE MOLTO FORTE E QUINDI NEGATIVA PER UN ORGANISMO O COMUNQUE PER I SISTEMI VIVENTI COSTITUITI PREVALENTEMENTE DA ACQUA: PERSONE, ANIMALI E PIANTE.
LE RADIAZIONI TERRESTRI CONSISTONO PRINCIPALMENTE IN UN'ANOMALIA NELL'INTENSITA' DEL CAMPO TERRESTRE NATURALE.
IL DISPOSITIVO AQUAPOL AGISCE CON UNA SFERA D'AZIONE RIVOLTA COSTANTEMENTE VERSO IL BASSO ATTENUANDO LE RADIAZIONI TERRESTRI NEGATIVE PER TUTTI GLI ORGANISMI.
"Tutto ciò che giace sotto il cielo appartiene alla natura.
Le strade e i tetti devono essere riempiti di alberi e in città bisogna poter respirare aria di bosco"
Friedensreich Hundertwasser - Architetto austriaco, 1950
LA NOSTRA EPERIENZA NEL SETTORE CI PERMETTE DI VALUTARE L'ESISTENZA DI ANOMALIE GEOMAGNETICHE E I POSSIBILI RIMEDI
ANALIZZARE I POSSIBILI IMPIEGHI DELL'ENERGIA GRAVOMAGNETICA PER IL FUNZIONAMENTO DEL DISPOSITIVO AQUAPOL
La bioarchitettura, o "biologia del costruire", non si propone solo di evitare i danni di una casa "inquinata". Va oltre: considera la casa come un secondo "guscio" (il primo sono i vestiti).
Data questa concezione, cerca di riscoprire e recuperare sistemi di costruzione semplici e naturali a misura d'uomo. La bioarchitettura paragona la casa a un organismo vivente. I suoi muri devono "respirare", per trattenere il calore d'inverno e disperderlo in estate. I materiali con cui è costruita devono essere il più possibile
naturali. I colori, la forma, la disposizione delle stanze devono generare benessere.
Il discorso va al di là dei consigli pratici dell'ecologia domestica per sconfinare nella psicologia, nell'ecologia dei consumi, nella scelta del tipo di vita: non solo una casa senza pericoli,
ma anche - in positivo - una casa naturale, armonica, salutare. La "casa ecologica" diventa il nostro vestito e la nostra opera d'arte, rivelando un diverso rapporto con gli altri e con
l'ambiente. Il pensiero teorico si traduce in ambienti in cui le persone dormono bene, studiano e lavorano con una buona concentrazione, si rilassano senza sforzo. Dove gli ospiti sostano con
piacere in ambienti armonici, in salotti caldi e accoglienti. Dove la luce del sole entra a fiotti dalle finestre e trovano dimora tante piante verdi.
Ma attenzione: anche la "bio-casa" può diventare una moda, un "look" da rincorrere con superficialità. Magari solo per non sfigurare con l'amica che ha un soggiorno in perfetto stile "bio" ed
"ecologicamente corretto". Occorre quindi riuscire a distinguere l' utile dal futile, concentrarsi sui punti essenziali che apportano veramente dei vantaggi pratici e benessere.
Arrivano i Bioarchitetti
Ci sono professionisti specializzati in materia: si chiamano "tecnici di bioarchitettura" e ricevono un attestato di qualifica superiore al termine del percorso formativo. Sono i laureati ammessi
a Trieste al corso di specializzazione, che si propone di trasformare architetti, ingegneri e urbanisti in esperti nell'organizzazione ecologica dello spazio edificato. Tra le materie di studio:
energie alternative, fitodepurazione (cioè la depurazione dell'aria attraverso le piante), psicologia dell'abitare, gestione dei rifiuti.
Un check-up alla casa
Ci sono anche tecnici che effettuano perizie accurate delle abitazioni, per scoprire le cause di fenomeni come il dormire male e l'irritabilità. E ci sono strutture che dispongono di apposite
strumentazioni per misurare la presenza di radon, formaldeide, radioattività e onde elettromagnetiche. Il costo non è alto e l'investimento è sicuramente valido, specialmente nel caso di terreni
ancora da costruire. Le perizie vengono effettuate da architetti, medici e geobiologi specializzati.
Per scoprire eventuali fughe di microonde (causate dall'usura o dalla cattiva manutenzione) dai telefoni cellulari o dai forni, esiste un apparecchio speciale, è un rilevatore di microonde che si
chiama Micromac. Simile a un comune telecomando misura con sei led luminosi, il grado di intensità della fuga. Basta avvicinarlo agli apparecchi e aspettare qualche secondo. È in vendita nelle
farmacie e nei negozi di elettrodomestici
Quanto mi costa?
Le case ecologiche costano molto più di quelle convenzionali? "Contesto questa affermazione", ha scritto l'architetto Emilia Costa, citando tra l'altro una prova sul campo: la realizzazione di
una banca a Krumbach‚ un centro vicino a Vienna. Il direttore della Raiffensen Kasse, avendo seguito passo passo la costruzione in chiave bioecologica della nuova sede, ha valutato in un 17 per
cento in più i costi di costruzione rispetto alla cifra preventivata per il corrispondente progetto non ecologico. La cifra è di sicuro riferimento perché i due progetti sono stati elaborati con
la stessa volumetria e progettati entrambi nei minimi dettagli. Di più: in paio d'anni dall'inaugurazione, ha dichiarato il direttore, è stato possibile verificare che è facile ammortizzare la
differenza con consumi energetici più contenuti.
Prodotti dall' estero
La maggior parte dei prodotti e degli ingredienti di base utilizzati per ristrutturare, costruire e arredare una casa secondo i criteri della bioarchitettura e del "vivere sano" sono oggi
d'importazione. Provengono da Paesi come la Germania, l'Austria, la Svizzera, dove questi concetti sono già diffusi da tempo. Basti pensare che più del 15 per cento del mercato edilizio in queste
nazioni è orientato verso la costruzione ecologica. In Italia siamo in ritardo. Spesso però i materiali da produttori italiani costano meno di quelli d'importazione.
IN CAMERA DA LETTO
Cominciamo la nostra esplorazione della "casa ecologica" partendo dalla camera da letto. Qui si passa un terzo della giornata e soprattutto si trascorrono le ore in cui il nostro corpo è del
tutto rilassato e, quindi, più esposto agli agenti inquinanti.
Una stanza spartana
Perfino oggetti apparentemente innocui, come impianti stereofonici, frigobar, televisori e radiosveglie, possono emettere radiazioni elettromagnetiche sufficienti a provocare disturbi. Ma sotto
accusa ci sono anche i letti, le resine e i collanti dei mobili, moquette, tappeti, tendaggi, rivestimenti e vernici. È importante perciò seguire alcune semplici regole. In primo luogo: dormire
in una stanza riparata dai rumori e dagli sbalzi termici, dotata di buona circolazione d'aria e giusto grado di umidità. Anche per questo è indispensabile l'impiego, in casa, di materiali
naturali. In camera da letto, comunque, limitiamo al massimo elementi decorativi e d'arredo: è il segreto sia per ridurre l'apporto di sostanze tossiche, sia per usare meno lucidanti e detergenti
che spesso contengono agenti chimici dannosi. Evitiamo anche tendaggi, tappezzerie e moquette in materiale sintetico che attirano la polvere e, quindi, elementi inquinanti. Preferiamo un arredo
"spartano" in cui siano protagonisti il legno naturale, la lana, il cotone.
Fuori gli armadi
La camera da letto dovrebbe essere situata nel luogo più protetto e silenzioso della casa, preferibilmente separata dalla zona degli armadi. Gli abiti, infatti, possono emettere alcune delle
sostanze chimiche impiegate da lavanderie e tintorie per il lavaggio a secco. Evitate di fumare in camera da letto. Se state per accendere la sigaretta pensate che il fumo rimane nell'ambiente
per circa 500 ore. E non è affatto indicato respirarlo proprio mentre si dorme.
Il "sistema letto"
Reti, supporti e materassi, ma anche cuscini e biancheria, sono di fondamentale importanza per il dormire sano. Le reti realizzate con listelli in legno, che si adattano perfettamente alla
schiena, abbinate a materassi in pura lana e lattice naturale, o in puro cotone, sono soluzioni ottimali per un sonno salutare e rigeneratore. Oltre a legno e lana, la bioarchitettura, applicata
al "sistema letto", ha recuperato dalla tradizione altri materiali di origine vegetale e animale: la torba, la paglia, il cocco e il più noto e diffuso caucciù che possono, dopo un uso costante,
rivelare sorprendenti proprietà benefiche.
Cosa metto nel materasso
La torba è una specie di terra vegetale che assorbe umidità, mantiene il calore e risulta, quindi utile contro i reumatismi, le infiammazioni croniche e i dolori alla colonna vertebrale. Oltre a
svolgere un'azione stimolante sulla pelle, assicurando un riscaldamento omogeneo del corpo, la torba nel materasso evita il problema dei "piedi freddi". Anche la paglia di segale pressata e
sterilizzata è un buon materiale su cui dormire. Questa fibra naturale - dicono i bioarchitetti - ha effetti positivi sulla circolazione, sulla pressione sanguigna e sull'attività muscolare.
Ottimo l'abbinamento di questi materiali con il lattice, noto da molto tempo per l'elevata resistenza elettrica che favorisce l'isolamento di chi dorme, dalle radiazioni magnetiche presenti
nell'ambiente. Risultato: non ci si alza stanchi, stressati e doloranti.
La testa a nord
A quanti è capitato di dormire agitati, di svegliarsi più stanchi di prima, con la schiena a pezzi e il mal di testa? Le cause possono essere molte, ma bastano a volte pochi cambiamenti per
risolvere il problema. Innanzitutto: la posizione del letto. Gli esperti di bioarchitettura consigliano di mettere la testata a nord, secondo l'asse magnetico terrestre.
Il cuscino di fiori
Tra i vari sistemi per favorire un sonno sano e rigeneratore, ci sono anche i cuscini ergonomici e speciali. I "fitocuscini", imbottiti di fiori e foglie aromatiche, sfruttano gli aromi vegetali
di certe piante officinali. Mediante il contatto col guanciale, grazie al calore del corpo e alla frantumazione delle erbe, si sprigionano, secondo gli esperti erboristi che li hanno brevettati,
i vapori balsamici che vengono assimilati dall'organismo attraverso la cute e la respirazione. L'effetto garantito è anti-stress e assolutamente rasserenante. Ogni 12 mesi le erbe e i fiori vanno
sostituiti. Nella serie degli ergonomici, contro dolori cervicali e similari, ci sono i cuscini in crusca di grano saraceno. Una comoda cerniera permette di regolare la consistenza e l'altezza
del cuscino, semplicemente riempiendo più o meno il sacchetto. Vasta e articolata la collezione di guanciali anallergici ed ergonomici, imbottiti in puro lattice naturale a ciambella, sagomati
per l'incavo delle spalle, sono comodi sostegni per il collo e la spina dorsale.
Questione di frequenze
Inquinamento elettromagnetico: quando si dorme è meglio evitarlo. Mentre infatti le radiazioni provenienti dai campi elettromagnetici naturali sono ritenute biologicamente utili, quelle di
derivazione artificiale possono creare stress e anomalie nell'organismo, soprattutto dove coesistono tessuti e finiture sintetiche o aria condizionata. Meno fili elettrici percorrono le pareti e
meglio è, tanto più che le spine che si usano sono sempre le stesse. Elementi come radiosveglie, televisori, hi-fi e computer dentro la camera da letto possono condizionare l'organismo. Secondo
alcuni tecnici, che eseguono perizie sulle influenze elettromagnetiche in casa, i valori dati dalla presenza di certe radiosveglie a pochi centimetri dalla testa di chi dorme sono molto superiori
alla soglia di sicurezza. La tv, poi, oltre a emettere radiazioni, abbassa il livello di "vitalità" dell'aria a causa della produzione di ioni positivi. I fili elettrici non dovrebbero passare
dietro la testata del letto e i vari apparecchi dovranno essere posti alla massima distanza (almeno un metro e mezzo). La soluzione ideale è comunque quella di adottare un impianto elettrico di
forma stellare e non a cerchio chiuso, adottando per radio e sveglie l'uso di batterie.
Il Bioswitch
Per difendere il riposo dai disturbi elettrici, sono molto utili i cavi elettrici schermati, in acciaio estremamente flessibile, di diverso diametro e maneggevoli, che si adattano facilmente alle
irregolarità delle tracce nei muri. Hanno però un costo elevato, per cui sono da adottarsi solo in caso di un impianto elettrico molto articolato. Esistono anche degli speciali disgiuntori di
corrente, detti Bioswitch che, applicati al contatore, sono in grado di abbassare al minimo la tensione di corrente nelle stanze. Durante la notte, infatti, il disgiuntore disinserisce dal quadro
generale la tensione di rete: si eliminano così tutti i campi di disturbo dati dalle oscillazioni elettromagnetiche. Il disgiuntore entra in funzione spegnendo l'ultima lampada di casa e si
riattiva riaccendendola al mattino. C'è da precisare che la riaccensione non avviene nei casi di utilizzo di lampade al neon e quando si vogliono attivare utensili come il trapano,
l'aspirapolvere o lo spazzolino da denti elettrico. È inutile collegare il disgiuntore con stanze come la cucina, dove ci sono apparecchi sempre in funzione come la caldaia o il congelatore. Una
soluzione può essere quella di allacciare in una linea a parte tutti quegli apparecchi che hanno continuamente bisogno di alimentazione elettrica (come il frigorifero, gli antifurto ecc.) e che
verrebbero messi temporaneamente fuori uso dal funzionamento del disgiuntore.
I MOBILI
L'arredamento è fondamentale per la salute dell'uomo. L'inquinamento, infatti, può essere provocato da mobili, elettrodomestici, vernici e colle. E se non è facile ricostruire una casa dalle
fondamenta al tetto, si può pensare di rinnovarla "secondo natura": tanto legno massello e senza vernici tossiche, poco metallo, nessun materiale sintetico.
Bentornati, vecchi mobili
Comprarsi un armadio può essere un problema, se non si sa con quali materiali è fatto e cosa è da preferire. Chi sceglie il "tutto naturale", può puntare su vecchi armadi a due ante adeguatamente
restaurati, cassapanche, ripiani a muro chiusi da tende di cotone. In tal modo potrà utilizzare solo elementi in legno naturale, non trattati e senza colle, formaldeide e affini. Per la finitura
dei legno, meglio quella a olio vegetale e cera d'api.
La sindrome del mobile "invecchiato"
Avete presente quei mobili "anni 60-70, ad esempio i componibili della cucina, che ancora dopo anni emanano un cattivo odore? La causa è la formaldeide, utilizzata per la produzione di colle e
nella costruzione dei pannelli di truciolato, compensato e simili (impiegati non solo per i mobili ma anche in controsoffittature e isolamenti termici). Il problema riguarda soprattutto i mobili
comprati anni fa perché ormai le aziende italiane fabbricano collanti e pannelli con basse quantità di formaldeide. Almeno, così assicurano i produttori.
La formaldeide sotto la lente
La sua formula chimica è CH2O. È una sostanza presente in natura la usano le formiche nei combattimenti per mettere ko il nemico, si trova in dosi minime nelle combustioni incomplete, come quelle
di sigaretta. Alla fine dell'Ottocento si cominciò a produrla a livello industriale e oggi viene usata in particolare per le colle, per i prodotti di legno e per quelli utilizzati per la
coibentazione di muri e soffitti. La formaldeide è presente anche nelle tende, nella carta da parati e nelle moquette. Viene usata come conservante anche in alcuni prodotti come i cosmetici, il
sapone, lo shampoo, il dentifricio, le vernici e per il trattamento di alcuni tessuti. È ancora largamente impiegata in certe resine, come la fenolo-formaldeide, di largo impiego nell'industria
del legno per esempio in molti pannelli truciolari. "Agisce" in modo subdolo: si libera rapidamente nell'aria all'inizio, poi molto lentamente e a lungo, ha un tempo di dimezzamento addirittura
di sei anni. Il tasso di emissione aumenta con il calore e con l'umidità. Vediamo come agisce sull'uomo. Se inalata provoca irritazione degli occhi, del naso e del tratto respiratorio; edema e
spasmo laringeo, disfagia, bronchite, polmonite. Sintomi da contatto cutaneo sono: irritazione, necrosi da coagulazione, dermatite. Non è invece ancora definitivamente accertato se sia
cancerogena.
La camera dei bimbi
Nella sua stanza il bambino non solo dorme, ma trascorre molto del suo tempo. È quindi importante che il locale sia quanto più possibile sano e sicuro. Ma i mobili, i tendaggi, le carte da
parati, le vernici per le pareti, come abbiamo già detto, non ci danno sufficienti garanzie di salubrità. Le lavorazioni industriali, infatti, comportano molti trattamenti chimici e spesso legni,
carte, tessuti, e altri prodotti contengono, ed emettono, vapori tossici. Oltre alla formaldeide, sono molte le sostanze guardate oggi con un certo sospetto, come i fenoli (presenti nei legni
compensati e truciolati), l'ammoniaca e il benzene (entrambi presenti nelle vernici). Quindi, mobili, tappezzerie, tendaggi potrebbero provocare nell'ambiente domestico, e in particolare nella
camera del bambino, l'accumulo di vapori organici irritanti o comunque nocivi. Allo stato attuale delle conoscenze è difficile stabilire che cosa è realmente dannoso e in quali quantità: perciò
non ci si deve allarmare eccessivamente. È però utile "stare in guardia", informarsi e scegliere, quando è possibile, prodotti sicuri.
Ecco qualche consiglio pratico.
Scegliere i prodotti di aziende che esportano molto in Germania e nei Paesi nordici dove esiste una normativa abbastanza restrittiva: la loro produzione per il mercato italiano generalmente
rispetta gli stessi livelli di sicurezza di quella per l'estero.
Usare il naso. Se aprendo un armadio o un cassetto sentiamo un odore acre e irritante, evitiamo di acquistarlo.
Dopo aver arredato la cameretta, aerarla bene e frequentemente: a poco a poco le eventuali sostanze nocive (a eccezione della formaldeide che, purtroppo, persiste piuttosto a lungo) se ne
andranno dalla finestra.
SOTTO I PIEDI
Il pavimento è un elemento fondamentale degli spazi in cui viviamo: contribuisce a creare il "carattere" di un arredamento, conferisce o meno calore ai locali, può essere più o meno facile da
pulire e conservare. Al di là, quindi, del puro impatto estetico è la parte della casa con cui abbiamo un contatto fisico continuo e diretto. È perciò importante che sia gradevole e confortevole
al massimo. Varie sono le soluzioni per rivestire i pavimenti in modo sano e funzionale.
Il legno
Caldo, naturale, con buone proprietà isolanti, il legno non deve però essere trattato con vernici chimiche, poichè la pellicola protettiva plastificante porta a un eccessivo accumulo superficiale
delle cariche elettrostatiche facendo perdere al legno la sua capacità di interagire con il microclima interno. Se invece è trattato con oli e cere naturali, che tengono lontani parassiti e
muffe, il legno ci darà il massimo dei vantaggi. Una buona scelta è quella dei legni nazionali, provenienti da alberi tagliati su indicazione del Corpo forestale, come il legno di rovere, larice,
abete, ontano, castagno e betulla. In commercio si trovano le assi piallate, già pronte per essere incollate, avvitate o inchiodate a vista. La robinia, indicata soprattutto per il parquet, è
un'altra essenza nostrana da riscoprire, che fornisce ottime prestazioni e durata. Anche le lastre di sughero - alto circa 1.0 mm e posate direttamente sulla soletta - sono da prendere in
considerazione per un pavimento piuttosto caldo e durevole.
Il cotto
Sempre in tema di pavimentazione, un materiale da consigliare, bello da vedere e da calpestare a piedi nudi, è il cotto. Realizzato con un impasto di acqua e argilla è un antico e splendido
prodotto della tradizione costruttiva e decorativa italiana validissimo ancora oggi. Anche le piastrelle di ceramica sono una scelta funzionale e bio-compatibile, a patto che si possa escludere
la presenza di cariche radioattive nel composto di base e nei colori. Applicate sul fondo di calcestruzzo, le piastrelle vanno saldate con uno strato di malta cementizia o di colla speciale: ne
esistono di atossiche.
Il pavimento in Tetrapak
Una novità interessante è il rivestimento da pavimenti in Tetrapak riciclato, una proposta ideale per la camera dei ragazzi e per le zone di servizio: è resistente al calpestio, facile da pulire
con il solo straccio inumidito e ad alto isolamento termo-acustico. Disponibile in pannelli, è ricavato da scatole di Tetrapak riciclate al 100 per cento, non ha formaldeide ed è trattato in modo
da essere resistente a batteri e miceti e da essere nuovamente riciclato al termine del suo utilizzo.
La moquette
È, insieme ai rivestimenti continui come le fibre di cocco e il linoleum, il rivestimento più facile ed economico per cambiare "faccia" a un pavimento. Da un po' di anni, però, la moquette
riscuote minori consensi, soprattutto per i problemi di igiene (può essere ricettacolo di acari e batteri), di carica elettrostatica (tende a trattenere la polvere), di pulizia (non basta il
solito colpo di spazzolane e straccio, ma serve passare spesso il battitappeto e lavarla è impegnativo).
L' IMBIANCHINO ECOLOGICO
Il requisito principale per intonaci, pitture e vernici è quello di lasciar traspirare la superficie su cui vengono applicati: le pareti devono
poter funzionare da filtri naturali dell'aria e svolgere una funzione equilibratrice dell'umidità che, specialmente in cucina e nel bagno, può raggiungere livelli alti. I prodotti ecologici, in
vendita nei negozi specializzati, costano più degli altri, a parità di quantità, tuttavia compensano ampiamente tale svantaggio con l'aumento del benessere in casa, la resa molto alta, la
facilità di applicazione dei successivi interventi e il freno all'inquinamento ambientale.
Smalti e vernici
Tra i maggiori inquinanti domestici ci sono gli smalti, che rientrano nella categoria delle vernici. Per gli interni è preferibile evitare l'uso di vernici a base di metalli pesanti o funghicidi
(antimuffa). Anche il piombo, lo zinco e il cromo possono infatti provocare danni alla salute. Da preferire sono le lacche con una bassa percentuale di solventi e vernici antiruggine a basso
contenuto di metalli pesanti. Piombo e non solo
Oltre che nelle vernici, il piombo si trova nelle tubature, negli accumulatori, nelle ceramiche e in alcuni insetticidi. È tossico per il sistema nervoso centrale e può interferire con la sintesi
dell'emoglobina. Può dare cefalea, nausea, irritabilità, ipotensione. In particolare, bisogna fare attenzione alle vernici che contengono il piombo come essiccante. Il piombo, comunque, non è
l'unica sostanza nociva presente nelle vernici. Quelle "sintetiche" ad esempio, durante la fase di essiccazione liberano nell'aria molecole di resina e, nel caso di vernici poliuretaniche, una
sostanza dal nome difficile: isocianato. Basti sapere che è un elemento molto tossico per l'organismo umano e per l'ambiente. Se ne sconsiglia l'uso nei locali chiusi.
Vernici "naturali"
Esistono anche vernici non tossiche, realizzate in conformità alle norme Cee. Sono le vernici "sintetiche acriliche". La loro caratteristica è che non usano principalmente solventi chimici, ma
l'acqua, come diluente. Sono quindi sicuramente meno tossiche per l'uomo, pur contenendo il 15% circa di solvente. Un malcostume adottato da molti è quello di versare gli avanzi delle pitture
pitture e vernici all'acqua nel lavandino o nei water: sarebbe meglio, invece, smaltirli in sedi più adeguate, le stesse dove si depositano i rifiuti tossici.
Le "vernici ecologiche", sono prodotte quasi esclusiva mente con materie prime naturali come la caseina, la creta, la cellulosa di faggio, la borace, l'olio di rosmarino e altro. Inquinano poco
ma presentano un altro problema: essendo senza conservanti di sintesi rischiano di "andare a male" nel barattolo, se non usate entro una certa scadenza. Attenzione, quindi, a eventuali strani
odori all'apertura delle latte e, nel caso, richiedere al rivenditore la sostituzione.
Alcuni esperti e ricercatori ritengono che le pitture e le vernici ecologiche potrebbero creare muffe e provocare allergie per l'alta presenza di componenti naturali, animali e vegetali. I
produttori, dal canto loro assicurano adeguati trattamenti con sali di boro e oli essenziali, battericidi e funghicidi. Il rischio, comunque, può essere superato verificando i certificati di
qualità che accompagnano i prodotti e la data di scadenza.
L'inquinamento può anche venire dall'esterno. La minaccia non è solo lo smog cittadino, provocato dai tubi di scappamento e dagli impianti di riscaldamento, che annerisce le facciate dei palazzi
e i polmoni. Dentro la nostra dimora possono penetrare anche altri tipi di inquinamento spesso sottovalutati, come elettrosmog, gas naturali pericolosi, rumori.
L'elettrosmog
Se state comprando casa, sia in città che in campagna, controllate se dalla finestra si vedono grandi antenne, trasmettitori tivù o cavi dell'alta tensione, o se sul terrazzo condominiale sorge
un traliccio della telefonia mobile. Tra i nuovi rischi dell'inquinamento ambientale, infatti, c'è anche quello da radiazioni elettromagnetiche. È ancora poco conosciuto. Si stanno però
raccogliendo dati sugli effetti che queste radiazioni possono indurre nelle persone che abitano vicino a linee elettriche ad alta tensione, radar e grossi ripetitori per le telecomunicazioni.
L'esposizione prolungata si presume che possa provocare disturbi di vario tipo, dallo stress nervoso, all'insonnia, fino ad alterazioni cellulari anche gravi (si sospetta un allarmante
collegamento con la frequenza dei casi di tumore nelle zone attorno a potenti postazioni radar). La zona a rischio si estende, secondo gli esperti, fino a un raggio di due chilometri dal punto di
emissione nel caso dei ripetitori televisivi e dei radar, mentre per distanze superiori non dovrebbe esserci alcun pericolo. Nel caso di tralicci ad alta tensione, la distanza di sicurezza
dovrebbe essere di 300 metri. Si è costituito in Italia un Comitato contro l'alta tensione, che cerca di informare e tutelare il più possibile i cittadini che a esso si rivolgono per un aiuto
(telefonare allo 0423/487302, chiedendo di Claudio Cazzolato). Anche la Usl di Rimini sta dimostrando un efficace servizio di assistenza per problemi connessi all'alta tensione e all'inquinamento
elettromagnetico.
La rete di Hartmann
La bioarchitettura prende in considerazione anche il terreno su cui sorge l'edificio. La casa ecologica - consigliano i suoi fautori - non deve essere costruita su un terreno umido o che presenta
una radioattività naturale superiore alla media. Secondo alcuni ricercatori un reticolo elettromagnetico (detto "rete di Hartmann' dal nome del suo scopritore) avvolgerebbe la superficie
terrestre con una maglia invisibile, di linee elettromagnetiche e fasce. Questa rete varierebbe però in rapporto alla resistenza dei diversi materiali ai campi geomagnetici e in corrispondenza
delle linee idriche, di fiumi sotterranei, delle linee del vento. Dove le linee elettromagnetiche si incrociano (i cosiddetti "nodi"), soprattutto in corrispondenza di crepacci, corsi d'acqua
sotterranei e giacimenti minerari, si ipotizzano effetti negativi sull'organismo umano.
Radon, il nemico dal sottosuolo
Circa il 40 per cento dell'inquinamento interno è causato da esalazioni dei materiali da costruzione. In prima fila c'è il radon, un gas radioattivo che deriva dal "decadimento" dell'uranio.
Inodore, incolore e dunque invisibile, si raccoglie soprattutto nei luoghi chiusi dove la concentrazione può risultare ben otto volte superiore che all'esterno. Il radon non è pericoloso di per
sè, perché quando viene respirato non aderisce alle mucose polmonari ed è riespulso velocemente. Sono molto nocive, invece, le sostanze radioattive generate dal suo "decadimento", in particolare
il polonio, che si deposita nelle particelle di polvere e una volta inalato, si fissa nei polmoni, irraggiandoli. A questo punto, il rischio di contrarre un tumore è pari a quello di chi fuma più
di un pacchetto di sigarette al giorno.
Le zone a rischio
Il radon è presente naturalmente nel sottosuolo e penetra negli edifici attraverso le fondamenta, le micro fessure delle solette ai piani terreni, le pareti degli interrati, le giunture tra
pavimento e tubature (e perciò è più concentrato ai piani bassi delle abitazioni). Ma lo si può anche rilevare in alcuni materiali da costruzione e di rivestimento, come il tufo, la pozzolana, il
granito. Per sapere se ce n'è troppo in casa, ci si può rivolgere a società specializzate come la Eet di Trento (per informazioni, tel. 0461/239143) e a istituti universitari, come quello di
Fisica applicata di Milano (tel. 02/2663163). A pagamento, si riceverà un rilevatore di radon da esporre per alcuni giorni negli ambienti e riconsegnare al laboratorio per l'analisi. Per ridurre
di molto l'effetto radon nelle abitazioni è comunque sufficiente una buona ventilazione. Basta cambiare l'aria spesso aprendo più volte le finestre durante la giornata (in particolare, quella
della camera da letto prima di andare a dormire).
Silenzio, per favore
La silenziosità è una qualità importante, eppure le moderne case sono costruite con materiali che non difendono nè dai rumori nè dalle vibrazioni. E non è solo colpa di vicini rumorosi. Le strade
e il traffico sono fonti continue di rumori, le metropolitane provocano vibrazioni alle strutture. Rumori e suoni ci raggiungono anche durante il sonno: non ce ne accorgiamo, ma il sistema
neurovegetativo li registra. Una soluzione possibile, è applicare alle pareti e ai soffitti pannelli isolanti, utili sia per l'isolamento acustico che per la coibentazione termica. Ma presentano
un inconveniente: sono realizzati con materiali ritenuti potenzialmente nocivi. Al contrario, i materiali vegetali, purchè non trattati con sostanze chimiche e tossiche, risultano molto
affidabili. In commercio se ne trovano sia in lastre, sia sotto forma di granulati da inserire nelle intercapedini o da stendere sulle superfici piane. Il sughero è il "principe" degli isolanti ecologici: difende dal freddo e, grazie alla sua porosità, è un ottimo fonoassorbente. È permeabile all'aria e
permette il ricambio smaltendo le componenti malsane.